JEUNESSE: I MIEI PRIMI PASSI NEL NETWORK MARKETING

Nel 2013 avevo un marito, una bella villa con otto camere da letto e mi occupavo in modo esclusivo dei miei tre figli. Allora non ne sapevo niente di network marketing.

Avevo una concezione superficiale e distorta, costruita pescando tra le parole di chi ne parlava male per esperienza direttama… quanto diretta? quanto lunga? professionale o amatoriale? – o, peggio ancora, indiretta.

A un corso di pilates mi era capitato di vendere per conto di una mia amica iscritta in Jeunesse ben dodici scatole di un miracoloso mix antiossidante al resvenaltrolo – Reserve di Jeunesse! – con cui avevo ottenuto incredibili risultati sulla mia pelle.

Avevo venduto Reserve quasi per caso, semplicemente parlandone con entusiasmo alle ragazze che frequentavano il corso con me.

Immagina la mia amica! Fu così felice che prese la palla al balzo e mi propose di collaborare: “Tu portami i clienti e io ti do una percentuale di ciò che guadagno”.

Di clienti gliene portavo, pur senza essere iscritta in Jeunesse e senza seguire alcun metodo. Semplicemente dicevo: “guarda, io l’ho provato ed è strepitoso!”. Insomma, il potere dell’entusiasmo e del passaparola.

Guadagnava la mia amica e guadagnavo anch’io: mica male, no?

La mia storia in Jeunesse, però, non era ancora iniziata.

 

La nascita di una professionista

stefania-al-telefonoEra sempre il 2013 quando la bolla di sapone scoppiò: la mia… ehm… “amica” decise di proseguire da sola la sua avventura in Jeunesse e mi liquidò senza tanti complimenti.

Avevo perso tutto quello che avevo costruito fino a quel momento e a ciò si aggiunse la fine inaspettata del mio matrimonio, dopo ben ventidue anni di relazione: rimasi sola, con tre figli, senza casa e senza un lavoro per mantenerli.

 

Ecco, la mia storia inizia qui.

Ricordo che mi guardavo allo specchio e mi dicevo: “Non ho mai lavorato. Conosco quattro lingue ma non ho esperienza… non so fare niente. Come posso uscirne?”. Spedivo curricula a manciate, ovunque, ma niente. Il massimo che riuscivo a ottenere era qualche lavoretto da poche centinaia di dollari, insufficienti per vivere insieme con i miei tre bambini. Però non potevo mollare: lo dovevo a me stessa ma soprattutto ai miei figli. Quando il mio sguardo si posava su di loro, mi ruggiva una forza dentro che solo una madre può capire. E una leonessa, quando si trova a lottare per i suoi piccoli. Erano loro “il mio perché”, la ragione per cui lottavo.

Ero disperata ma la disperazione di quel periodo fu la mia prima risorsa. Ero decisa a ritagliarmi un posto per me e per i miei bambini, e questo mi spingeva a rialzarmi dopo ogni caduta.

La fede in Dio, poi, mi diede la forza di ricominciare. Pregavo e Gli chiedevo di aiutarmi. Quello che poi accadde, per me fu quasi un miracolo.

Mi rimboccai le maniche e decisi di ricominciare da sola in Jeunesse, stavolta seriamente, per ottenere dei risultati duraturi. Come? Non certo con il solo entusiasmo, come quella volta delle dodici scatole vendute al corso di pilates!

Già, perché senza un metodo non si costruisce un bel niente: così diceva Danien Feier, e aveva ragione! Danien, che oggi è mio marito (ma questa è un’altra storia!) aveva già raggiunto un’ottima posizione in Jeunesse, e io lo scelsi come guida: fu lui ad avviarmi verso la professione del networker.

Grazie a lui io rivoluzionai il mio approccio: il network marketing è un lavoro e come tale necessita di un metodo strutturato e di competenze ben precise.

Danien mi invitò a Las Vegas a partecipare a un evento di Eric Worre, grande professionista del settore e autore di Go Pro, libro di importanza fondamentale per tutti i professionisti del network marketing, ora disponibile anche in italiano.

Fu solo l’inizio: quel giorno mi si aprirono le porte di un mondo sconosciuto fino a quel momento, fatto di imprenditori, di professionisti seri, preparati e costantemente aggiornati.

Mi ci vollero sei mesi di studio, di riunioni ed eventi prima di spiccare il volo.

Alla fine volai con le mie ali, ormai forti e consapevoli: era il settembre del 2013, ma anche questa è un’altra storia…

 

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Tips – La storia insegna:

  1. Trova il tuo “perché”.
  2. Metti il prodotto al centro.
  3. Utilizza un metodo semplice e duplicabile.